I sondaggi politici vedono Fratelli d’Italia, il partito del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in calo. Sale invece il Movimento 5 Stelle

Un termometro che scende di mezzo grado può sembrare niente, finché non guardi l’inverno alle porte. Nei sondaggi succede lo stesso: piccole oscillazioni raccontano una stagione politica che cambia tono, lentamente ma con costanza. In Italia, i sondaggi non sono un oracolo, ma dicono molto se li osservi con metodo. È il caso della Supermedia AGI/YouTrend, una sintesi dei principali sondaggi politici pubblicati, pesati per qualità, ampiezza del campione e freschezza del dato. È un rito laico del venerdì: togli il rumore, tieni la tendenza.
Perché fidarsi della Supermedia? Perché non è un singolo sondaggio. Corregge gli eccessi, attenua le anomalie, mette i numeri in fila. La metodologia è pubblica e replicabile. I margini d’errore dei singoli istituti restano, in genere attorno al 2-3% per campioni di mille interviste. Ma il quadro aggregato risulta più stabile e, spesso, più vicino al voto reale.
Le ultime tendenze politiche: FdI avanti, sale il M5S
Cosa ci dice l’ultimo aggiornamento? Prima, un passaggio di contesto. Alle Europee 2024, dati Ministero dell’Interno, Fratelli d’Italia ha ottenuto il 28,8%. Un risultato alto, ma già sotto quella soglia simbolica del 30%. E oggi? Titolo alla mano, la notizia è questa: FdI scende sotto il 30% nella nuova Supermedia AGI/YouTrend. Il vantaggio della coalizione di centrodestra sul cosiddetto Campo largo si assottiglia. E un segnale rilevante arriva dal Movimento 5 Stelle, ora al 12,8% con un progresso di +0,8 punti. Sono numeri che parlano di un equilibrio meno granitico. Di un “plateau” per il partito di Giorgia Meloni e di una competizione più serrata nell’area di opposizione.

Due chiavi di lettura aiutano a comprendere meglio la situazione. La prima è congiunturale: il ciclo economico, il tema del caro-vita, i dossier su sanità e salari incidono sulla percezione del governo e attivano l’elettorato mobile. La seconda è organizzativa: il rafforzamento del M5S in aree urbane e nel Mezzogiorno, se confermato, può ridefinire la geometria del Campo largo, con il Partito Democratico come perno e la necessità di accordi tattici nei collegi uninominali.
Mancano però informazioni complete e aggiornate, pubblicamente verificabili in questa sede, sulle percentuali esatte degli altri partiti e sul distacco numerico tra i due poli. In assenza di una tabella ufficiale, è corretto non aggiungere cifre oltre a quelle riportate da AGI/YouTrend: FdI sotto 30 e M5S al 12,8% (+0,8). Il resto del quadro appare stabile, ma va detto senza forzature: servono i dati.
Implicazioni delle variazioni percentuali
Due esempi per calibrare le aspettative: nelle ultime tornate locali, micro-movimenti di 1-2 punti hanno deciso ballottaggi e alleanze. Le “soglie psicologiche” contano più della media aritmetica. Quando la distanza tra blocchi si riduce, cresce il peso della partecipazione: ogni punto di affluenza può traslare seggi. Dove ci porta questa traiettoria? Se il centrodestra resta primo ma meno distante, la competizione torna aperta nei collegi chiave. E se il Campo largo consolida un asse programmatico credibile su costi della vita e servizi, può guadagnare metri reali, non solo percentuali.
Vale la pena tenere un quaderno dei dettagli: una settimana di agenda mediatica, un decreto, un confronto in tv. Spesso il punto che muove il grafico è quello che non avevamo cerchiato. La domanda, ora, è semplice: chi saprà trasformare oscillazioni millimetriche in una narrativa che sposti il prossimo voto?





