Case chiuse, conti che nessuno tocca, ricordi che restano sospesi: l’Italia che invecchia lascia in dote un mosaico di patrimoni silenziosi

Alzando lo sguardo nelle città, non è raro notare un terrazzo con piante secche o una buca delle lettere stracolma. Queste immagini sono il segno tangibile di abitazioni lasciate al loro destino, senza eredi o indicazioni su come gestire i beni accumulati nel corso di una vita. La parola “assenza” si trasforma così in un concetto economico con ripercussioni tangibili sulla società.
La demografia sta subendo trasformazioni radicali: famiglie più piccole, spesso senza figli, e un incremento dei single. Questi cambiamenti, uniti a un tasso di natalità in calo, delineano un futuro in cui il numero di eredi disponibili a raccogliere l’eredità dei propri antenati si riduce drasticamente. In assenza di un testamento, si attiva la procedura di eredità giacente, con tutte le complicazioni che ne conseguono.
Il rischio di patrimoni bloccati cresce
Si stima che entro il 2040, oltre 88 miliardi di euro di patrimonio potrebbero rimanere “congelati” a causa della mancanza di eredi o testamenti. Questo scenario vede un aumento delle successioni complesse e degli immobili vuoti, con ripercussioni non solo per gli individui ma per l’intero tessuto economico e sociale. L’Agenzia delle Entrate gestisce ogni anno un numero significativo di dichiarazioni di successione, molte delle quali finiscono in contenzioso.
Nonostante la percezione comune, redigere un testamento è un’azione che tutti dovrebbero considerare, non solo i più abbienti. Questo strumento permette di gestire la propria eredità in modo chiaro e diretto, evitando situazioni di stallo che possono avere ripercussioni negative su più fronti. Attraverso scelte semplici, come la redazione di un testamento o la nomina di beneficiari per le polizze vita, è possibile avere un impatto significativo sul futuro dei propri beni e sulla vita di chi rimane.
Eredità: non solo patrimonio, ma visione del futuro

Prendiamo il caso di un pensionato che vive da solo e possiede un bilocale e alcuni risparmi. Senza un testamento, alla sua morte si attiverebbe un lungo processo di ricerca degli eredi, con costi e tempi non indifferenti. Un semplice documento di volontà potrebbe invece indirizzare i suoi beni verso chi desidera, evitando inutili complicazioni e garantendo che il suo patrimonio venga utilizzato secondo le sue intenzioni.
La questione dell’eredità va oltre la mera trasmissione di beni; riflette il modo in cui ciascuno di noi immagina il proprio lascito per il futuro. La domanda fondamentale da porsi è: quale traccia vogliamo lasciare quando non ci saremo più? La risposta a questa domanda guida le nostre scelte oggi e può avere un impatto profondo sul domani.





